In una grande casa attaccata alla chiesa abitava con la moglie e cinque figlie  il fattore Enrico, arrivato da Corinaldo per occuparsi dei possedimenti del signor Cesarini, detto Blanson. 

Nonostante tutti i suoi impegni accoglieva sempre tanta gente in casa e soprattutto nelle sere estive si apriva la “bisca” sul pianerottolo davanti a casa sua. 

Durante il periodo della vendemmia le cantine si animavano: arrivavano casse d’uva e si produceva il vino; durante la trebbiatura i granai si riempivano di chicchi su cui i bambini si divertivano a sdraiarsi e camminare. 

In casa del fattore non mancava mai il giornale e le riviste di agricoltura per essere sempre ben informato. La bravura nel gestire i poderi aumentava il benessere anche di chi lo coltivava e questo era sempre condiviso con gli altri abitanti del paese.